Dal 1992, ogni anno il 6 maggio si celebra l’International No Diet Day (INDD), una giornata simbolica nata per promuovere l’accettazione del proprio corpo, qualunque sia la sua forma o taglia, e per combattere i messaggi dannosi legati alla cultura della dieta. Lo slogan dell’iniziativa è semplice ma potente: “Niente dieta per un giorno”.
Questa giornata rappresenta un invito a mettere da parte l’ossessione per il peso, i numeri sulla bilancia e le restrizioni alimentari, per riflettere invece su temi fondamentali come il rispetto di sé, l’alimentazione consapevole e la salute mentale.
Per approfondire il significato e l’impatto di questa giornata, ne parliamo con il dottor Damiano Carbone, promotore di un approccio equilibrato al benessere psicofisico.
Dottor Carbone, perché è importante una giornata come l’International No Diet Day?
“Viviamo in una società in cui il valore delle persone viene spesso associato all’aspetto fisico. La pressione sociale, i modelli irrealistici proposti dai media e la costante ricerca di una perfezione estetica portano molte persone a sviluppare un rapporto disfunzionale con il cibo e con il proprio corpo. Il No Diet Day serve proprio a contrastare questa tendenza: è una giornata di consapevolezza, che invita a rifiutare i canoni imposti e a recuperare un rapporto più sano e autentico con sé stessi.”
In che modo si può celebrare concretamente questa giornata?
“Non si tratta di “abbuffarsi” per un giorno, come alcuni possono erroneamente pensare. Al contrario, il messaggio è molto più profondo: è un invito ad ascoltarsi, a mangiare con piacere e senza sensi di colpa, a prendersi cura di sé con rispetto e gentilezza. Può essere l’occasione per spegnere la bilancia, disinstallare app contacalorie o semplicemente guardarsi allo specchio senza giudizio.”
Cosa consiglia a chi lotta ogni giorno con l’immagine corporea e il senso di colpa legato al cibo?
“Il primo passo è riconoscere che il valore di una persona non si misura in chili. Il secondo è chiedere aiuto quando il rapporto con il corpo o il cibo diventa fonte di sofferenza. Esistono professionisti – dietisti, psicologi, psicoterapeuti – pronti a offrire supporto. È anche importante educarsi e circondarsi di messaggi positivi e realistici, evitando i contenuti tossici che proliferano soprattutto sui social.”
Un messaggio finale per chi legge?
“Il corpo non è un nemico da combattere, ma un compagno di viaggio da rispettare. Imparare ad accettarlo e ad ascoltarlo è un atto rivoluzionario, che inizia anche da un piccolo gesto come dire, per un giorno: niente dieta.”
L’International No Diet Day non è contro la salute, ma contro l’ossessione. Non è contro la nutrizione, ma contro la colpa. È una giornata per ricordare che il benessere non si misura in taglie, ma nella libertà di vivere il proprio corpo con serenità.

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